Litigare in coppia: quando il conflitto è un sintomo del sistema, non della persona

Capita spesso, in coppia, che una discussione nata da un motivo apparentemente minimo degeneri in fretta, fino a mettere in discussione l’intera relazione. Chi ci è passato riconosce questa dinamica: si parte da un dettaglio quasi irrilevante e si arriva, con una velocità sorprendente, a toni e accuse che sembrano sproporzionati rispetto al punto di partenza. A mente fredda ci si chiede perché sia successo, e la risposta chiama quasi sempre in causa il carattere di uno dei due: “è permaloso”, “non sa ascoltare” etc. La terapia sistemico-familiare guarda la scena da un’altra angolazione, che affonda le radici in un cambio di paradigma
avvenuto a metà del Novecento.


Fu Gregory Bateson, antropologo e teorico dei sistemi, a proporre per primo l’idea che i fenomeni relazionali non si spieghino con la psicologia individuale, ma con i pattern di comunicazione che si instaurano tra le persone. Su questa intuizione si fonda l’idea di causalità circolare: in un sistema di relazioni non esiste un vero inizio, perché ogni comportamento è al tempo stesso causa ed effetto di quello dell’altro. Da un punto di vista sistemico, una coppia non è la somma di due individui con le proprie caratteristiche stabili, ma un insieme di scambi che si auto-alimentano; il conflitto non nasce “dentro” uno dei due partner, ma nello spazio che li
unisce, nel modo in cui i loro comportamenti si incastrano l’uno nell’altro. Chiedersi “chi ha iniziato” è spesso, in questa cornice, una domanda mal posta.


Un pattern che possiamo osservare molto spesso nelle nostre vite e che possiamo prendere a titolo di esempio, è quello di “insisti e ritirati”: uno dei due, sentendosi poco ascoltato, insiste, chiede, preme; l’altro, sentendosi sotto pressione, si chiude, si ritira, minimizza. Ma proprio quel ritiro fa sentire il primo ancora più trascurato, e lo spinge a insistere ulteriormente, il che a sua volta accentua il ritiro dell’altro. È una danza a due che si autoalimenta indipendentemente dal contenuto della lite: qualunque sia l’argomento specifico (una questione pratica, una decisione condivisa, un’incomprensione quotidiana) la struttura circolare resta sorprendentemente identica.


Leggere i conflitti come un problema di personalità resta, nonostante tutto, la lettura più immediata: è molto più semplice ed immediato attribuire una lite al carattere di qualcuno che riconoscere un processo circolare costruito insieme, perché quest’ultima lettura chiede di guardare anche alla propria parte nella danza, non solo a quella dell’altro.

Dr. Francesco Martino Colombo

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