Quando i volti “spariscono”: il caso della prosopoagnosia

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Come percepiamo i volti? Da anni le neuroscienze studiano questa capacità, generalmente, innata di riconoscere configurazioni complesse che definiamo “volti”.

E’ talmente specifica l’elaborazione da occupare un’area specifica e dedicata nel nostro cervello. Quando però questa capacità è alterata si parla di prosopagnosia, comunemente nota come “cecità per i volti”. La persona, normo vedente, riesce a percepire la persona ma non è in grado di elaborare la conformazione globale del viso.

Questa condizione, sebbene poco conosciuta, può avere un impatto significativo sulla vita quotidiana di chi ne è affetto. Cerchiamo di esplorarne le cause, le caratteristiche e le implicazioni, al fine di diffondere una maggiore comprensione su questo interessante tema.

La prosopoagnosia è una condizione neuropsicologica in cui una persona ha difficoltà o incapacità di riconoscere i volti delle altre persone, compresi quelli dei familiari e degli amici più stretti. È importante sottolineare che la prosopoagnosia non è correlata a problemi di vista o a deficit cognitivi generali, ma piuttosto a un difetto specifico nella percezione dei volti.

Le cause sono da attribuire, la maggior parte delle volte, a lesioni cerebrali che coinvolgono un’area specifica del cervello, molto vicina all’area visiva primaria. L’area di corteccia coinvolta (occipito-temporale) è detta infatti Occipital Face Area e include anche parte del giro fusiforme del lobo temporale. In altri casi, può essere presente sin dalla nascita o svilupparsi durante l’infanzia come un tratto ereditario.

Le persone affette da prosopoagnosia possono avere diverse caratteristiche che ne evidenziano la condizione. Ad esempio, possono avere difficoltà a riconoscere volti anche di persone con cui interagiscono regolarmente, come familiari, colleghi o vicini di casa. Questo può portare a situazioni imbarazzanti o a fraintendimenti nelle interazioni sociali. Alcuni individui con prosopoagnosia sviluppano strategie di compensazione, come l’uso di tratti distintivi come i capelli o l’abbigliamento per identificare le persone. Tuttavia, queste strategie possono non essere sempre efficaci e richiedono un notevole sforzo cognitivo.

La prosopoagnosia può avere un impatto significativo sulla vita quotidiana delle persone che ne sono affette. Le attività che per molte persone sono intuitive, come riconoscere amici o colleghi in contesti sociali o lavorativi, possono diventare estremamente complesse per chi soffre di questa condizione. Le situazioni sociali possono diventare fonte di ansia e isolamento, poiché le persone affette possono sentirsi imbarazzate o incapaci di riconoscere coloro con cui hanno interazioni regolari. È importante sottolineare che la prosopoagnosia non influisce sulla capacità di riconoscere oggetti, luoghi o altri aspetti visivi dell’ambiente circostante.

La ricerca tuttavia procede, nell’analisi delle caratteristiche della percezione dei volti e alla scoperta di possibili modalità di intervento per il recupero.

Dr. Matteo Sozzi

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